Qatar – L'assolutismo del XXI.mo secolo

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Il Qatar allerta le forze armate

PressTV 7 giugno 2017

Il 6 giugno l’emiro del Qatar ha emesso un decreto per mettere le forze armate del Qatar in allerta contro ogni possibile aggressione al Paese. Il primo ministro Abdalah bin Nasir bin Qalifa al-Thani ha detto che una volta completato il necessario coordinamento con l’emiro del Qatar Shayq Tamim bin Hamad al-Thani, avrebbe ordinato alle forze armate l’allerta nelle acque del Golfo Persico, rispondendo a qualsiasi aggressione da forze straniere, come scritto nel decreto immediatamente diffuso dai media del Qatar. Il primo ministro ha ordinato anche a guardie di frontiera e guardia costiera di sostenere le forze armate. “Ogni nave civile o militare che entra senza autorizzazione da est o ovest nelle acque territoriali del Qatar sarà presa di mira“, aggiungeva ad eccezione di quelle dai confini con la Repubblica islamica dell’Iran.
Le dichiarazioni attribuite allo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, emiro del Qatar, che criticano la politica regionale dell’Arabia Saudita, hanno suscitato forti reazioni nei media e nelle autorità di Riyadh e Abu Dhabi. Tali dichiarazioni furono fatte il giorno dopo la visita a Riad del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riflettendo la profonda divergenza tra Qatar e Arabia Saudita ed influenzando i risultati che i Saud ottenvano con le manovre politiche al vertice di Riyadh. In seguito, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrayn, Egitto, governo di Tobruq, Maldive e presidente uscente dello Yemen hanno rotto le relazioni con il Qatar. L’Arabia Saudita ha così respinto qualsiasi mediazione con Doha.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I voli dal Qatar passano nello spazio aereo iraniano

FNA 06.06.2017

Tutte le compagnie aeree del Qatar trasferiscono i voli dagli Statidel Golfo Persico allo spazio aereo iraniano dopo la rottura dei rapporti tra Doha e alcuni di questi Paesi, secondo un funzionario iraniano. “A partire da oggi, tutti i voli effettuati dalle compagnie del Qatar attraverseranno lo spazio aereo iraniano volando per Africa ed Europa“, dichiarava una fonte presso la Compagnia aeroportuale dell’Iran. La fonte riferiva deòla situazione delle compagnie aeree del Qatar dopo le tensioni diplomatiche tra Doha e alcuni paesi arabi che hanno portato al divieto di sorvolo di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrayn ed Egitto, dichiarando: “I quattro Stati del Golfo Persico e nordafricano hanno annunciato che la Qatar Airways, la compagnia di bandiera del Qatar, sarà bandita dai rispettivi spazi aerei a partire da oggi 6 giugno“. Il funzionario ha sottolineato che, date le circostanze, l’unica opzione per il Qatar era sorvolare l’Iran.
Arabia Saudita, EAU, Bahrayn, Egitto e Libia hanno rotto i rapporti diplomatici e chiuso tutti i contatti via terra, mare e aria con il Qatar, accusando il Paese del Golfo Persiano di sostenere il terrorismo e interferire nei loro affari interni. Riyadh ha preso il comando interrompendo i rapporti e alcuni piccoli alleati seguono Riyad “invitando tutti i Paesi e società vicine a fare lo stesso“. La misura “decisiva”, secondo quanto afferma la dichiarazione saudita, è dovuta a “violazioni gravi commesse dalle autorità del Qatar negli ultimi anni“. Il Qatar nega tutto. Il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha sollecitato gli Stati del Golfo Persico ad evitare tensioni e a ricorrere al dialogo e alla soluzione pacifica. “I vicini sono permanenti e la geografia non può essere cambiata“, commentava Zarif su twitter in risposta alla frattura tra Qatar e Arabia Saudita seguita dai rapporti diplomatici interrotti tra Doha e alleati dei sauditi. Il ministro degli Esteri iraniano invitava i governi di Riyad e di Doha all’autocontrollo, dicendo: “La coercizione non è mai la soluzione. Il dialogo è imperativa, specialmente durante il benedetto Ramadan“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Qatar costretto ad espellere i suoi Fratelli musulmani

Tunisie Secret 16 settembre 2014

Per proteggere i propri interessi e garantirsi la sicurezza, il Qatar ha soddisfatto i requisiti del suo potente vicino saudita sbarazzandosi dei capi islamisti rifugiatisi a Doha, ad eccezione del mufti della NATO Yusuf Qaradawi. L’epoca in cui tale emiro canaglia si comportava come una potenza mondiale è finita. Il Qatar ritorna alla sua dimensione microscopica, senza rinunciare definitivamente a sostenere i Fratelli musulmani e le molte organizzazioni islamo-terroriste ideologicamente e finanziariamente ad esso legate.

John Kerry, Susan Ziadeh, Sheik Tamim bin Hamad Al ThaniSotto la pressione dei suoi vicini e degli Stati Uniti, il Qatar agisce contro i suoi irrequieti alleati islamisti. Doha ha chiesto a sette capi dei Fratelli musulmani di lasciare l’emirato che ospita molti capi fondamentalisti perseguitati nei loro Paesi. “Le autorità del Qatar hanno detto che la fratellanza è sotto pressione e che le circostanze non permettono la presenza dei suoi membri a Doha”, ha detto alla Reuters Ibrahim Munir, funzionario dei Fratelli di Londra. Ciò riguarda in particolare Mahmud Husayn, segretario generale della Fratellanza. Anche se non c’è una rottura tra Doha e la Fratellanza musulmana, principale vettore dell’influenza del Qatar nei Paesi arabi in rivolta da tre anni, è un chiaro segno della chiusura dell’emirato verso la politica degli islamisti. Il sostegno del Qatar alla Fratellanza musulmana egiziana ha provocato una grave crisi tra Doha e Cairo. Ma sul sostegno al movimento dei Fratelli musulmani, i rapporti si sono deteriorati tra l’emirato e Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che a marzo non esitarono a richiamare i loro ambasciatori da Doha. Inoltre, sul fronte siriano, pur essendo stato in prima linea nel plasmare l’opposizione ad Assad, il Qatar ha dovuto cedere tale ruolo all’Arabia Saudita, e se si aggiunge la guerra incombente contro i jihadisti dello Stato islamico, finanziato da privati qatarioti, Doha non ha potuto resistere alle numerose pressioni da parte di coloro che criticano il suo “doppio gioco” nelle crisi regionali.
Sotto la guida del suo giovane emiro Tamim, l’enfant terrible del Golfo viene quindi sistemato. Nelle ultime settimane, Doha ha condannato inequivocabilmente i “gruppi estremisti”, mentre con successo mediava la liberazione di 45 ostaggi delle forze di pace delle Fiji detenuti da al-Nusra, la filiale di al-Qaida in Siria. Su raccomandazione statunitense Doha ha soprattutto ridotto le controversie con il suo potente vicino saudita, che gli ha rimproverato anche le critiche rivolte al regno da al-Jazeera, il canale televisivo finanziato dal Qatar. In tre settimane, i capi della diplomazia del Qatar e dell’Arabia Saudita si sono incontrati quattro volte, l’ultima alla presenza del segretario di Stato John Kerry. “Questo è un primo passo, ha detto il ricercatore Abtisam al-Qabti. I Paesi del Golfo chiedono molto altro. Ciò dimostra che Doha vuole rilassare le relazioni con gli Stati del Golfo, ma non significa che abbia smesso di sostenere i Fratelli musulmani”, tempera l’esperto di Abu Dhabi.

Georges Malbrunot, Le Figaro, 15 settembre 2014

Traduzione di Alessandro Lattanzio
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L’occidente alla ricerca del capro espiatorio: Qatar

Tunisie Secret 27 giugno 2014

Era abbastanza prevedibile. L’arabo-musulmano è usato e gettato come un kleenex. Come sembra essere il caso del Qatar, uno dei promotori dell’avvio della “Primavera araba” in Tunisia e reclutatore e finanziatore del jihadismo terrorista in Siria, Yemen e Africa. Tutti i servizi sapevano, ma tutti lasciavano fare, essendo la distruzione del mondo arabo utile agli interessi occidentali. Ora che la situazione è cambiata in Egitto, Siria e Iraq, e il ritorno dei jihadisti in Europa preoccupa qualche apprendista stregone, l’uomo “civilizzato” vuole piazzaare tutti i suoi crimini sulle spalle dei beduini del Qatar. Se Sarkozy, Hillary e BHL non devono preoccuparsi, Hamad bin Qalifa al-Thani e Hamad bin Jasim possono finire alla Corte penale internazionale, appositamente ideata per arabi e africani! L’articolo seguente è stato pubblicato su Marianne con il titolo “Il Qatar recluta  mercenari per il SIIL?”

5971451-les-investissements-du-qatar-sont-les-bienvenus-en-franceRecentemente, l’agenzia di stampa iraniana Fars ha presentato un documento diplomatico dell’ambasciata del Qatar in Libia. Rivelerebbe il reclutamento di mercenari dal Qatar per combattere al fianco dei jihadisti in Siria e Iraq. “Marianne” ha cercato di rintracciare questo documento intrigante e di autenticarlo. Difficile autenticare un documento recentemente rivelato dall’agenzia di stampa ufficiale di Teheran, Fars, che in passato non ha sempre brillato per la sua serietà. Tuttavia, questo documento diplomatico del Qatar, in gran parte ignorato dai media francesi, merita attenzione. Secondo l’agenzia iraniana, la nota diplomatica scoperta presso l’ambasciata del Qatar in Libia, a Tripoli, conferma che il governo di Doha recluta e addestra combattenti provenienti da Tunisia, Marocco e Algeria per affiancare lo Stato islamico in Iraq e Siria (SIIL). Firmato dall’incaricato d’affari dell’ambasciata del Qatar a Tripoli, Nayaf Abdullah al-Imadi, attualmente in servizio, il documento spiega che i mercenari devono innanzitutto essere inviati in Turchia dai porti libici, quindi recarsi in Iraq attraverso il Kurdistan iracheno. Ci si aspettava, ha detto Fars, d’inviare 1800 persone in tre gruppi. I mercenari reclutati furono addestrati in varie basi  in Libia, nei campi di Bengasi, Zawiya, Misurata e Zintan, per familiarizzarsi con le armi pesanti. Il documento evoca in realtà l’invio di volontari dal Maghreb in Siria attraverso la Turchia, però non menziona l’Iraq contrariamente a quanto dice l’agenzia iraniana. Questo documento diplomatico ha seguito un percorso tumultuoso sul web. Trovato sul sito Libyanwarthetruth.com, nel settembre 2013, un sito d’informazione militante sulla guerra in Libia creato da James e Joanne Moriarty, coppia statunitense a lungo coinvolta nel business del petrolio nel Paese e vicina a molti capi tribù libici. I due statunitensi dicono di aver creato il sito dopo aver constatato che i servizi d’intelligence degli Stati Uniti non hanno fatto nulla delle informazioni fornite dai capi tribali, sull’avanzata di al-Qaida in Libia. Il sito in realtà divulga documenti sulla situazione della guerra in Libia, a volte ripresi da siti più famosi come Thedrudgereport.com. Ma torniamo al nostro famoso documento trovato in rete da Syrianfreepress, contrario al leader siriano Bashar al-Assad, e che propone una traduzione approssimativa in inglese del documento, il 10 gennaio 2014. Ripreso in seguito sul sito di Walid Shoebat, un palestinese-statunitense cristiano dall’assai oscura e controversa carriera, noto anche per la sua estrema islamofobia, che l’aveva pubblicato il 1 aprile 2014… poi anche pubblicato sul sito animato da Pat Dollard, polemista statunitense noto anche per la sua militanza islamofoba.

Un documento conforme alla politica del Qatar nella regione
Difficile tracciare la catena di divulgazioni del documento e stabilire formalmente in quali circostanze e da chi sia stato raccolto. Tuttavia, fatto salvo Alain Chouet, ex-capo della sicurezza  del DGSE ed arabista, che ritiene che “non ci siano prove che il documento sia autentico, ma neanche per dire che sia falso: I siti che lo pubblicano, dice, soffrono di una certa mancanza di credibilità dato il loro attivismo. Il contenuto è coerente con ciò che è noto della politica del Qatar, a sostegno del SIIL, le iniziative di Doha in Libia e la collusione con la Turchia. E’ comunque sorprendente che non ci siano echi mentre circola su internet da quasi due mesi. Anche se sono abbastanza sicuro che il Qatar sia capace di una tale iniziativa, l’onestà intellettuale mi vieta di affermare l’autenticità del documento e del suo contenuto, sulla base di quanto pubblicato in rete“. Il documento, la cui grafica corrisponde in gran parte a quella dei documenti del ministero degli Esteri del Qatar, specifica fatti ampiamente conosciuti ai servizi diplomatici e d’intelligence europei e statunitensi. Nel novembre 2013, le Canard enchainé pubblicò un rapporto di 75 pagine commissionato dalla Marina presso l’Istituto di Relazioni Internazionali e Strategici, consegnato e “approvato dal ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian, e trasmesso al Capo di stato maggiore e ai vertici militari francesi”. Il rapporto citava il guaio in Libia dopo sette mesi di bombardamenti ed evocava il finanziamento dei gruppi jihadisti da Qatar e Arabia Saudita: “Con il supporto finanziario e logistico delle monarchie wahabite (Qatar e Arabia Saudita), furono creati dei santuari nel sud Libia che costituiscono le basi dei gruppi salafiti armati in Mali e Siria“.

Donatori privati vicini alle famiglie reali
Su pressione statunitense, Arabia Saudita e Qatar hanno adottato leggi per limitare i trasferimenti illegali di fondi. Inoltre l’Arabia Saudita ha pubblicato un elenco delle organizzazioni terroristiche, tra cui appare in particolare il SIIL. Tuttavia, il supporto a tali gruppi estremisti sunniti più spesso passa con “generosi donatori privati” non necessariamente legati agli Stati, anche se il sostegno di tali generosi donatori è più spesso un tacito sostegno dei regimi… Il tutto in una realtà geopolitica complessa e mutevole. Recentemente un ex-ambasciatore del Qatar negli Stati Uniti ha twittato che qualsiasi intervento militare statunitense in Iraq sarà considerato un “atto di guerra contro gli arabi sunniti“, mettendo anche in guardia Washington dal riavvicinamento con Teheran. Allo stesso modo, un ex-analista del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha riferito, nel febbraio 2014, della cattura di un alto ufficiale del SIIL che avrebbe testimoniato, in un video, della vicinanza e dei finanziamenti raccolti dal gruppo islamista direttamente dalla famiglia reale saudita. Una riconciliazione che si spiega con l’aumento delle tensioni tra Arabia Saudita e Stati Uniti dopo la decisione degli USA di “smussare” le relazioni con Teheran. Si noti per inciso che Arabia Saudita e Qatar sono due monarchie del Golfo molto corteggiate da governo e industria francesi. L’Arabia Saudita rappresentava il 28% delle vendite di armi francesi, nel 2013. Inutile rivisitare l’intenso rapporto tra Parigi e Qatar, la danza del ventre con cui François Hollande ha onorato il nuovo emiro del Qatar, durante l’ultima visita a Parigi, per ottenere inutilmente, per il momento, un ordine per alcuni aerei Rafale, è solo una delle tante testimonianze.

13-06-24-qatar-hollandeRégis Soubrouillard, Marianne, 27 giugno 2014

Traduzione di Alessandro Lattanzio
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Se volete liberare gli ostaggi di Boko Haram, chiedete al Qatar!

Allain Jules – Tunisie Secret 15 maggio 2014

Diversi media sembrano muoversi per le 230 ragazze rapite dai criminali di Boko Haram, ma pochi dicono che queste povere vittime sono cristiane, il culto che le ha schiavizzate è una creazione del Qatar, l’oligarchia islamo-mafiosa più schiavista del mondo che finanzia tutti movimenti estremisti e terroristici, sia nel mondo arabo che in Africa, continente da islamizzare! Da Timbuktu a Dakar, l’oligarchia del Qatar contribuisce finanziariamente e mediaticamente alla sua metastasi ideologica medievale. In Mali, poco prima dell’intervento francese, aerei-cargo del Qatar ebbero il permesso di partire portandosi tutte le tracce che indicavano come l’emirato gasifero sostenga il terrorismo islamico. In segreto, il Qatar sostiene da anni, attraverso società di beneficenza di copertura, Ansar al-Din, Mijao, AQIM, al-Shabab somalo, l’Alleanza dei tribunali islamici, Boko Haram e anche al-Qaida… tanti gruppi terroristi che al-Jazeera continua a promuovere. Gli Stati che hanno dovuto negoziare per il riscatto e rilascio dei concittadini sequestrati in Africa, sanno molto bene come i mediatori del Qatar siano generosi ed efficaci, e per una buona ragione! Ma non quando si tratta di liberare molti ostaggi europei trattenuti a Doha! Tale duplicità occidentale viene denunciata da Allain Jules, in questo articolo del 7 maggio.

boko-haramCinque fottuti anni! E il gruppo radicale Boko Haram ha ucciso migliaia di persone dall’inizio della rivolta nel 2009. Guardate la foto del vero capo del gruppo terrorista islamico. Dietro c’è un veicolo Panhard VBL. Aspettate, tale veicolo blindato leggero di fabbricazione francese non può essere venduto senza il permesso del governo. Il Camerun ne possiede 5, il Niger 7 e la Nigeria 72. E aerotrasportabile, elitrasportabile, paracadutabile e anfibio. Le diverse sollecitazioni del presidente nigeriano Jonathan Godluck rimasero inascoltate. Obama potrà finalmente fornire un considerevole sostegno alla Nigeria travolta dagli eventi, a quanto pare semplicemente e solamente per trovare le 276 studentesse rapite, trafficate e costrette al matrimonio, secondo Abu Baqr Chico, il capo di Boko Haram. Ma chi finanzia tale gruppo? Proviamo a dirlo.
Sappiamo oggi che l’Arabia Saudita ha smantellato una rete terroristica, possiamo dire che per i nostri zigomi è un sano esercizio, se non un grosso scherzo. Inoltre, se si chiedesse al Qatar se ne sa qualcosa, giurerebbe sul Corano… di non sapere. Sì, quel terrorismo che tali due entità finanziano allegramente in Siria e Africa… Considerando che Mammona governa soprattutto l’occidente, e che questi Paesi salvano le banche degli Stati occidentali che chiudono gli occhi, vergognosamente. Meccanicamente e oltraggiosamente, un tacito accordo sembra essere stato trovato. “Combatteteli, ma non troppo“. Il Mali è l’esempio giusto per accusare il Qatar, colto in flagrante sul posto. Questo ricco e terroristico piccolo emirato, che in soli 30 anni da nulla è divenuto una potenza finanziaria globale accessoriata di sport, terrorismo, lusso, ecc. E dire che non molto tempo fa queste persone vivevano in tende, bevevano tè e latte di cammello, mangiavano datteri. Questi bastardi, né arabi né neri, sono una miscela incestuosa che conosce il potere del denaro. Il capo di Boko Haram, in una videocassetta sostiene di aver rapito le ragazze. Tutti sanno che sono dei pericolosi terroristi, ma le grandi potenze sembrano non curarsene. Non li riguarda… ancora. Come un piccolo gruppo può giocare tre o quattro governi senza difficoltà? La Nigeria colpita al cuore, Camerun, Niger e Ciad. Mentre questi pagliacci si vantano di combattere il terrorismo, che sarebbe un problema globale sono anche i primi ad ignorarlo o combatterlo con parsimonia, quando non lo supportano. Sono gli stessi pagliacci che hanno fatto di tutto per impedire all’Africa, sotto la guida del fratello Muammar Gheddafi, di adottare un esercito comune. “Ah, voi sostenete i dittatori“. Frase bacata, morbosa e pestifera volta ad impedire qualsiasi azione indispensabile. Ah, la ferocia bianca! Ah, Barack Obama che ripete questa novità! Spregevole!
Quando il sanguinario pagliaccio Abu Baqr Chico, capo di Boko Haram, critica ciò che chiama occidente indicando la necessità di creare uno Stato islamico nel nord della Nigeria, pare recitare la sua parte. Peggio, dice in arabo che “l’educazione occidentale dovrebbe essere vietata” e che “le ragazze dovrebbero sposarsi e non istruirsi”. A chi si rivolge allora, potendo raggiungere più persone con… l’inglese? Naturalmente a chi sapete. Tuttavia, pare che il buonuomo sia posseduto. Ma da quale demone? Utile idiota degli islamofobi, costui ne serve gli interessi al meglio. Chi si somiglia si piglia? Essere amico del Qatar amico dell’occidente, significa essere amici dell’occidente, giusto? Di sicuro finché Boko Haram ucciderà solo africani, tutto andrà per il meglio. I rapimenti di occidentali attribuitigli si sono conclusi quasi sempre con il rilascio… Cerchiamo di essere onesti. Dobbiamo avere l’approvazione altrui. Com’è possibile che un grande Paese come la Nigeria non possa sviluppare mezzi tecnici adeguati per rintracciare tali persone? La Nigeria settentrionale è la Nigeria e non un Paese straniero. Non può comprarsi dei droni? Non può addestrare truppe d’élite per cacciare, con la massima energia, tali mostri? Domande senza risposta. Non è il momento di volgersi alla Russia e d’ispirarsi alla sua lotta al terrorismo in Cecenia? E perché non alla Cina? Perché, quando l’occidente passa, pace, sicurezza e giustizia scompaiono. Volete che ve lo disegni? Afghanistan, Iraq, Libia, ecc. Lasciare agire Boko Haram, mi sembra serva solo a destabilizzare la Nigeria e a sgraffignarle ancora il petrolio… Come capire che gli Stati Uniti non invieranno che istruttori per cercare di trovare queste ragazze rapite? E poi, niente?

NIGERIA
Traduzione di Alessandro Lattanzio
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Guerra segreta tra Qatar e Arabia Saudita

Rete Voltaire 13 marzo 2014

map_of_qatarL’esplosione che ha distrutto un ristorante turco in un centro commerciale a Doha (Qatar), il 27 febbraio, non è stato casuale ma sponsorizzato dai servizi segreti sauditi, si apprende da una fonte autorevole. Secondo i media statali, l’esplosione di un serbatoio di gas sul tetto del ristorante “Istanbul“, presso il Landmark Mall nella capitale del Qatar, aveva causato il crollo del tetto, uccidendo 12 persone e ferendone 32. Il Qatar ha risposto organizzando un attentato a Riyadh, in Arabia Saudita, presentandolo come incendio accidentale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

L’Iraq accusa Qatar e Arabia Saudita di terrorismo

Salma Sribi e Michiyo Tanabe Modern Tokyo Times 10 marzo 2014

531655_Il Primo ministro iracheno Nuri al-Maliqi denuncia Qatar e Arabia Saudita di sostenere il terrorismo e il settarismo contro l’Iraq. Maliqi ha reso assai chiaro che Qatar e Arabia Saudita sono coinvolti nella destabilizzazione dell’Iraq con i petrodollari del Golfo, ambizioni geopolitiche, settarismo e altre aspetti negativi. Naturalmente, ciò evidenzia la farsa dell’Arabia Saudita, che spesso afferma di combattere il terrorismo, ma che in realtà cambia atteggiamento secondo il comodo delle élite di Riyadh. Infatti, l’unica vera paura per l’Arabia Saudita e gli altri Stati del Golfo è tenere a bada il terrorismo interno. Pertanto, l’esportazione del terrorismo e la diffusione del settarismo è il loro mantra. Naturalmente, le principali potenze occidentali sfruttano comodamente terrorismo e settarismo, quando conviene. Tale realtà riguarda la lotta comune in Afghanistan (1980-2000), Bosnia, Libia e attualmente in Siria. Tuttavia, i petrodollari del Golfo, l’ideologia salafita, l’esportazione e il finanziamento del settarismo dovuti agli intrighi dei regni feudali, cooperano tutti con barbarica sinergia. Maliqi ha parlato francamente, su France 24, del sostegno di Qatar e Arabia Saudita della brutale insurrezione terroristica e settaria in Iraq. Maliqi ha detto: “Li accuso di incitare e incoraggiare i terroristi, di sostenerli politicamente e mediaticamente, con il denaro con cui gli comprano le armi… di condurre una guerra aperta contro il governo iracheno“.
Lee Jay Walker a Tokyo Modern Times dice: “Questa realtà è un ciclo, perché in Afghanistan è chiaro che il Pakistan era in rapporti con il terrorismo e il settarismo contro questa nazione. In altre parole, gli alleati di USA e Regno Unito sono le stesse nazioni che assistono il terrorismo contro governi e nazioni che supporterebbero. Naturalmente, ciò comporta che molti soldati inglesi e statunitensi vengano uccisi e mutilati per gli intrighi dei cosiddetti alleati. Nonostante questo, qual è la reazione contro Pakistan, Qatar e Arabia Saudita?” Il presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai dice lo stesso sulla destabilizzazione del Pakistan del suo Paese. Il New York Times riporta “Karzai ha accusato elementi del governo pakistano di sostenere gli islamisti, come avevano fatto in passato, e che, se tale terrorismo non viene sconfitto, soldati afghani e internazionali continueranno a morire“. Ciò fu dichiarato nel 2006, ma nel 2011 Karzai chiarì che nulla era cambiato. Il Washington Post cita Karzai dire: “Il Pakistan ha perseguito il doppio gioco verso l’Afghanistan,  utilizzando ancora il terrorismo“. Certo, nel 2014 questa stessa opinione è propria di molti in Afghanistan, ma in nessun momento il Pakistan ha avuto sentore di divenire un paria, proprio come Qatar e Arabia Saudita non se ne preoccupano. Pertanto, cosa accade nei corridoi del potere a Washington e Londra?
Mentre Maliqi accusa Qatar e Arabia Saudita, l’ennesimo attentato barbaro uccide oltre 30 cittadini iracheni. L’ultimo attentato terroristico ha avuto luogo presso un checkpoint di Hilla. Come al solito, i jihadisti sunniti hanno attaccato Hilla perché prevalentemente sciita e i taqfiri odiano in modo sconfinato questa comunità. France 24: “Maliqi continua a dire che non solo l’Arabia Saudita sostiene il terrorismo in Paesi come l’Iraq e la Siria, ma in tutto il mondo“. Lee Jay Walker dice: “Afghanistan e Iraq pagano un prezzo pesante per gli intrighi di Qatar, Pakistan e Arabia Saudita. L’India sa bene che essere la maggiore democrazia del mondo non sembra interessare Londra e Washington. Dopo tutto, da decenni il Pakistan esporta terrorismo in Kashmir e molti brutali attacchi terroristici in India portano al Pakistan. Eppure, nonostante questa realtà, e l’ovvia connessione che collega il Pakistan a molte fazioni terroristiche e settarie in Afghanistan, ciò non impedisce a USA e Regno Unito di sostenere il Pakistan economicamente e militarmente. Anzi, sembra che proprio mentre i soldati statunitensi e inglesi vengono sacrificati dalle élite politiche di Washington e Londra, lo stesso si può chiaramente dire dei soldati pakistani uccisi per gli intrighi del Pakistan“.
Nel 2013 quasi 9000 persone furono uccise in Iraq dalle forze settarie e terroristiche. Questa cifra è la più alta dal 2007 e dice molto del fallimento del presidente statunitense Obama. Infatti, France 24 dovrebbe chiedere perché la Francia sia coinvolta con la Turchia nella guerra contro il governo della Siria. Dopo tutto, come Maliqi dice di Qatar e Arabia Saudita: “attaccano l’Iraq attraverso la Siria e in modo diretto”. Finché le potenze occidentali e del Golfo non saranno ritenute responsabili, la destabilizzazione delle nazioni continuerà tramite l’utile strumento del terrorismo. Ovviamente, questa realtà è ignorata dalle Nazioni Unite, e quindi la stessa metodologia continuerà ad essere usata dalle stesse potenze del Golfo ed occidentali, assieme a Turchia e Pakistan, continuando a mescolare le carte del terrorismo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraAuroraSito