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Il capo della polizia di Dubai, “Yusuf al-Qaradawi ha dimenticato il suo passato terroristico in Algeria”

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qaradawiIl capo della polizia di Dubai, Wadhih Khalfan, continua a incrociare le spade contro la setta dei Fratelli musulmani e altri salafiti, da lui accusati di cospirare contro il suo Paese, gli Emirati Arabi Uniti, servendo gli interessi di Israele e Stati Uniti nella regione. Wadhih Khalfan ha annunciato sulla sua pagina ufficiale su Twitter che la polizia di Dubai si prepara ad emettere un mandato di arresto contro il predicatore egiziano-qatariota Yusuf al-Qaradawi. Questi aveva accusato, un paio di settimane fa, gli Emirati Arabi Uniti di impedirgli l’ingresso nel loro territorio, e aveva invitato le autorità di questo Paese, con tono arrogante, di annullare la decisione di espellere i cittadini siriani che manifestano contro il regime siriano a Dubai.
Wadhih Khalfan qualifica il proposito di al-Qaradawi come “insolente”, aggiungendo: “al-Qaradawi ci ha insultato tutti e non risparmierà nessuno. Dimentica il suo malvagio passato in Algeria, dove ha commesso crudeltà imperdonabili“. Il capo della polizia dell’UAE allude alle numerose fatwa che al-Qaradawi ha emesso per consentire la “jihad” in Algeria negli anni ’90. In uno di questi decreti religiosi, ampiamente ripreso all’epoca, il predicatore fondamentalista aveva avanzato come unico argomento che i gruppi islamici armati “difendano i loro diritti confiscati dalla decisione di sospendere il processo elettorale“. Una fatwa che fu duramente criticata da molti studiosi, guidati dal predicatore siriano, il suo eterno rivale, l’assai rispettato sheikh Said al-Bouti, ucciso dai fanatici salafiti a Damasco il 28 marzo.
Yusuf al-Qaradawi, che trae la sua autorità dalle sue relazioni con l’emirato del Qatar, è ora accusato dai media e dai politici algerini di aver istigato gli islamisti, tra cui Abassi Madani e suo figlio, oltre a elementi dell’MSP che avrebbe incontrato una settimana fa a Doha, per sostenere il movimento di protesta nel sud.

R.  Mahmoudi, Algerie Patriotique, 6 aprile 2013

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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