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Terra contro terra: la dichiarazione Balfour del Qatar per sacrificare la causa della Palestina

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Hossein Kebriaeizadeh Iran Review, 18 maggio 2013

gholami20120118121547183Nuovi articoli sulla recente riunione degli Stati membri del Comitato ministeriale dell’iniziativa araba di pace a Washington, indicano che una forma modificata dell’Iniziativa di pace araba del 2002 è stata discussa nel corso della riunione. Il primo ministro del Qatar, sheikh Hamad bin Jassim al-Thani, ha presieduto la riunione della commissione. Secondo sheikh Hamad, primo ministro e ministro degli esteri del Qatar, la versione più recente di questa iniziativa si basa sulla creazione di due Stati entro i confini riconosciuti nel 1967, e una clausola è stata aggiunta, d’accordo tra le due parti, per un piccolo scambio di territorio.
Va notato che l'”iniziativa terra contro terra” fa parte del processo di pace proposto. Pertanto, per far luce su ogni aspetto di questo problema, l’iniziativa di pace araba dovrebbe essere considerata nel quadro del piano avanzato dal segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry. Solo di recente, i media internazionali hanno dato notizia di questo piano proposto dal Qatar per avviare l’attuale processo di pace in Medio Oriente. È interessante notare che l’originale iniziativa di pace araba  metteva l’accento sulla necessità per Israele di ritirarsi entro i confini del 1967, riconoscendo il diritto dei rifugiati palestinesi a ritornare nella loro patria, e si era anche deciso la creazione di uno Stato palestinese con al-Quds orientale come capitale. La nuova iniziativa del Qatar, però, apporta modifiche ad alcuni di questi punti, che possono essere riassunti così:
1. cancellare la disposizione sulla necessità d’Israele di ritirarsi dai territori arabi occupati nelle alture del Golan e dal Libano;
2. accentuare la necessità di raggiungere una soluzione negoziata del problema dei rifugiati senza esigere che la soluzione sia “equa” e cancellando la nota in cui si chiedeva che la soluzione dovesse  “basarsi sulla risoluzione 194 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite“, e
3. rimuovere la clausola sul al-Quds orientale, capitale dello Stato palestinese, dal terzo comma dell’iniziativa.
Molti esperti e studiosi tra cui Robert M. Danin, membro del Council on Foreign Relations, credono che cambiando la configurazione dell’originale iniziativa di pace araba, il Qatar in realtà cerchi di ricostruire un nuovo processo di pace che possa essere attribuito all’originale iniziativa di pace araba, mentre, al contrario di quella iniziativa, sia rapidamente produttivo ed efficace. Così, il Qatar spera di poter incoraggiare gli Stati arabi a sostenere la nuova iniziativa. Danin sostiene che il pragmatismo in politica estera del Qatar, è una componente positiva e l’asse arabo-occidentale cerca d’integrare tale componente nel processo di pace arabo-israeliano. Kerry, che aveva già parlato della necessità di apportare piccole modifiche al processo di pace arabo, è oggi del parere che queste piccole alterazioni su iniziativa del Qatar, alla fine porteranno alla totale metamorfosi dell’originale iniziativa di pace araba sia dal punto di vista giuridico che politico. Tale iniziativa non può necessariamente creare consenso tra tutte le nazioni arabe, anche fra Stati come l’Egitto e l’Arabia Saudita. In questo modo, la possibilità di successo del piano si ridurranno drasticamente, date le taglienti reazioni che i gruppi palestinesi hanno dimostrato verso l’iniziativa del Qatar.
D’altra parte, dal momento che Israele ha già intrapreso la costruzione di grandi colonie sui punti strategici dei territori palestinesi, l’iniziativa terra contro terra del Qatar possibilmente prevede lo scambio di quelle regioni strategiche con aree territoriali meno strategiche (come nel deserto del Negev). Pertanto, tenendo conto che la politica d’insediamento d’Israele mira a impedire l’uniformità e l’integrità dei territori palestinesi, questa politica verrà perseguita contro la nazione palestinese con più forza attraverso l’iniziativa terra contro terra. E’ innegabile che il Qatar agisca in modo  intelligente nel sistema internazionale. Pertanto, il motivo principale della presentazione di questa iniziativa, dovrebbe essere trovata studiando il comportamento del Qatar e la sua interazione con il resto della comunità internazionale. In considerazione delle limitazioni interne che il Qatar si trova ad affrontare riguardo al suo potenziale hard power, il perseguimento di una politica estera pragmatica è l’opzione principale per Doha, nel suo sforzo di superare i problemi di sicurezza che l’assillano. Tuttavia, il punto più importante riguardo la questione della Palestina è che l’approccio del Qatar al problema è simile al suo approccio per risolvere la crisi nella regione del Darfur, in Sudan, o all’approccio sulle controversie di confine tra Eritrea e Gibuti. Ciò significa che quando gioca un suo ruolo nella questione della Palestina, il Qatar non si cura della causa della Palestina e non cerca di realizzare gli obiettivi e gli ideali della nazione palestinese. Doha considera la questione della Palestina come un’opportunità per promuovere il proprio ruolo regionale e sanare i danni interni che subisce nella competizione con le altre potenze regionali, ma non ha alcuna intenzione di perseguire la causa della Palestina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio SitoAurora AuroraSito

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