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Il Qatar coinvolge la CIA e la DGSE nell’addestramento dei terroristi

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Kamel Moulfi, Algerie PatriotiqueTunisie-Secret.com 26 giugno 2013

E’ stata probabilmente l’ultima dichiarazione di Hamad bin Jassim nel corso della riunione dei ministri degli Esteri del gruppo “Amici della Siria”, tenutasi a Doha il 22 giugno. L’ultima, dal momento che l’ex Primo ministro del Qatar è stato licenziato dopo l’abdicazione del complice sheikh Hamad. Questi due arabi di servizio sono stati licenziati dai loro padroni, soprattutto perché non hanno avuto discrezionalità nel sostenere gli islamo-fascisti. Ecco l’articolo di Kamel Moulfi.

5646753-8422089Con il suo primo ministro Hamad bin Jassim al-Thani, il Qatar conferma il suo ruolo criminale, così come quello dell’Arabia Saudita e di alcuni Paesi occidentali, nel destabilizzare la Siria. Il Qatar addestra e arma gli islamisti siriani nei campi in Giordania e in Turchia, con l’aiuto dei servizi segreti statunitensi e francesi. Quest’ammissione è stata fatta a Doha, ai ministri degli Esteri del gruppo degli “Amici della Siria”, un nome dato ai Paesi che sostengono i gruppi terroristici in quella nazione. Hamad Bin Jassim al-Thani non ha rivelato tutto, non dicendo niente delle “decisioni segrete” prese nel corso della riunione tenutasi il 22 giugno, ma è un segreto di Pulcinella che il Qatar continuerà quello che continua a fare, inviare armi nel vano tentativo di rovesciare il rapporto di forze sul terreno in Siria.
Il Qatar e altri Paesi filo-terroristi non hanno digerito le vittorie ottenute dall’esercito siriano nella sua controffensiva, in particolare nella città di Qusayr, liberata dalla morsa degli islamisti armati che l’occupavano. L’urgenza così per il Qatar e i Paesi occidentali che lo supportano, è cambiare la situazione sul terreno. È per questo che hanno deciso di aumentare le armi che inviano ai gruppi terroristici. Il Qatar conferma la sua partecipazione all’avvento al potere degli islamisti in Tunisia e in Egitto e al caos in cui ha fatto precipitare la Libia, che si trova in una sanguinosa situazione di stallo. Indubbiamente, ora la sua azione destabilizzante minaccia non solo il Sahel ma anche il Maghreb. Il suo coinvolgimento nella guerra in Siria mostra dove possa arrivare tale Paese nel raggiungere obiettivi utili ai Paesi occidentali.
Inoltre, sostenendo il terrorismo in Siria, i Paesi occidentali e quelli arabi che li seguono garantiscono l’impunità ai mercenari islamici che ritornano nei rispettivi Paesi. Ciò lo svela al Washington Post Mohamed Hamed Hassan, che ha guidato l’azione armata islamica contro Hosni Mubaraq in Egitto fino al 2003. Ha detto che i terroristi egiziani, latitanti in cerca di un rifugio all’estero, ora possono andare a combattere in Siria con la certezza che non saranno perseguitati dalla giustizia una volta ritornati.

Traduzione di Alessandro Lattanzio SitoAuroraAuroraSito

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