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Il Qatar costretto ad espellere i suoi Fratelli musulmani

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Tunisie Secret 16 settembre 2014

Per proteggere i propri interessi e garantirsi la sicurezza, il Qatar ha soddisfatto i requisiti del suo potente vicino saudita sbarazzandosi dei capi islamisti rifugiatisi a Doha, ad eccezione del mufti della NATO Yusuf Qaradawi. L’epoca in cui tale emiro canaglia si comportava come una potenza mondiale è finita. Il Qatar ritorna alla sua dimensione microscopica, senza rinunciare definitivamente a sostenere i Fratelli musulmani e le molte organizzazioni islamo-terroriste ideologicamente e finanziariamente ad esso legate.

John Kerry, Susan Ziadeh, Sheik Tamim bin Hamad Al ThaniSotto la pressione dei suoi vicini e degli Stati Uniti, il Qatar agisce contro i suoi irrequieti alleati islamisti. Doha ha chiesto a sette capi dei Fratelli musulmani di lasciare l’emirato che ospita molti capi fondamentalisti perseguitati nei loro Paesi. “Le autorità del Qatar hanno detto che la fratellanza è sotto pressione e che le circostanze non permettono la presenza dei suoi membri a Doha”, ha detto alla Reuters Ibrahim Munir, funzionario dei Fratelli di Londra. Ciò riguarda in particolare Mahmud Husayn, segretario generale della Fratellanza. Anche se non c’è una rottura tra Doha e la Fratellanza musulmana, principale vettore dell’influenza del Qatar nei Paesi arabi in rivolta da tre anni, è un chiaro segno della chiusura dell’emirato verso la politica degli islamisti. Il sostegno del Qatar alla Fratellanza musulmana egiziana ha provocato una grave crisi tra Doha e Cairo. Ma sul sostegno al movimento dei Fratelli musulmani, i rapporti si sono deteriorati tra l’emirato e Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che a marzo non esitarono a richiamare i loro ambasciatori da Doha. Inoltre, sul fronte siriano, pur essendo stato in prima linea nel plasmare l’opposizione ad Assad, il Qatar ha dovuto cedere tale ruolo all’Arabia Saudita, e se si aggiunge la guerra incombente contro i jihadisti dello Stato islamico, finanziato da privati qatarioti, Doha non ha potuto resistere alle numerose pressioni da parte di coloro che criticano il suo “doppio gioco” nelle crisi regionali.
Sotto la guida del suo giovane emiro Tamim, l’enfant terrible del Golfo viene quindi sistemato. Nelle ultime settimane, Doha ha condannato inequivocabilmente i “gruppi estremisti”, mentre con successo mediava la liberazione di 45 ostaggi delle forze di pace delle Fiji detenuti da al-Nusra, la filiale di al-Qaida in Siria. Su raccomandazione statunitense Doha ha soprattutto ridotto le controversie con il suo potente vicino saudita, che gli ha rimproverato anche le critiche rivolte al regno da al-Jazeera, il canale televisivo finanziato dal Qatar. In tre settimane, i capi della diplomazia del Qatar e dell’Arabia Saudita si sono incontrati quattro volte, l’ultima alla presenza del segretario di Stato John Kerry. “Questo è un primo passo, ha detto il ricercatore Abtisam al-Qabti. I Paesi del Golfo chiedono molto altro. Ciò dimostra che Doha vuole rilassare le relazioni con gli Stati del Golfo, ma non significa che abbia smesso di sostenere i Fratelli musulmani”, tempera l’esperto di Abu Dhabi.

Georges Malbrunot, Le Figaro, 15 settembre 2014

Traduzione di Alessandro Lattanzio
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1 Comment

  1. […] Tratto da: https://qatarbook.wordpress.com/2014/09/16/il-qatar-costretto-ad-espellere-i-suoi-fratelli-musulmani/ […]

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